Il Consorzio Legno Veneto/ Rete Innovativa Regionale ForestaOroVeneto ha fatto proprio e plaude il recente appello di UNCEM (Unione Nazionale Comuni ed Enti Montani) relativamente al tema del caro energia. Si legge, infatti, in un comunicato UNCEM del 10 marzo 2026 che la risposta al caro energia non può che avvenire dal legno, ripartendo dalla gestione forestale dei 12 milioni di ettari in Italia. Il Consorzio Legno Veneto condivide che una delle risposte “alla bolla dell’energia e dei combustibili di origine fossile”, causata dagli effetti degli attuali conflitti bellici in Iran e in Ucraina, si chiami “legno”. Ridurre la dipendenza di gas e petrolio è possibile, almeno per tutto il comparto del riscaldamento, con l’energia termica. Riscaldarsi con il legno, meglio se derivante da boschi pianificati, gestiti e certificati, è possibile dice UNCEM e noi siamo d’accordo. Al riguardo si ricorda come, già nel 2022, il Consorzio Legno Veneto/ Rete Innovativa Regionale ForestaOroVeneto ebbe modo di organizzare, nell’ambito delle manifestazioni di “Belluno Città del Legno”, due incontri tecnici con AIEL ed altri e con il sostegno di Fondazione Cariverona; due eventi in cui vennero affrontati importanti temi come “Reti di teleriscaldamento a biomassa legnosa” e “Riscaldamento domestico a legna: è possibile ridurre le emissioni inquinanti?”.
La prima rinnovabile d’Italia, insieme all’idroelettrico, continua nel suo comunicato l’UNCEM, proviene dalle foreste: il cippato e il pellet, per impianti grandi e piccoli per produrre energia termica, sono altresì prodotti “a cascata” nella logica della bioeconomia circolare e successivi a lavorazioni del materiale legnoso per le costruzioni, carpenteria, paleria, imballaggi, arredo ecc.
Anche AIEL precisa da anni, sottolinea UNCEM, che la filiera energetica, fatta bene, come già in tanti Comuni di Alpi e Appennini, diventa un modo utile per smarcarsi dalla dipendenza di prodotti fossili dall’estero. È indifferibile, quindi, precisa UNCEM, investire sul sistema forestale, potenziando imprese di esbosco, di prima e seconda lavorazione e sbloccando il Conto termico 3.0 per gli impianti, che vedono in Italia costruttori primi al mondo, per tecnologia e design. Abbiamo urgenza – come dice UNCEM, di agevolazioni per cambiare il parco macchine domestiche e dei Comuni: se gli impianti sono obsoleti, si possono sostituire con altri molto più efficienti, che fanno anche risparmiare materiale combustibile. Vale la pena investire quindi sulla filiera foresta-legno-energia, a vantaggio dei cittadini, delle intere comunità e del sistema produttivo.







